Campania: i vini che nascono sulla costa
I nuovi vini costieri sono luminosi, con un’espressione aromatica molto mediterranea – che a tratti ricorda proprio la macchia – ma più precisi che nel passato “remoto” e più incisivi che in quello recente. Lo sono soprattutto i bianchi, proposti sempre più spesso in versione secca anche dove un tempo si puntava su sole e brezze per fare vino dolce. Spesso hanno gradazioni alco
liche più contenute rispetto a quelli delle zone interne, parzialmente alterati nel loro profilo dal riscaldamento globale. Anche se non possono eguagliarne l’acidità, compensano con una sapidità intensa, quasi marina, che li rende tutto meno che piatti. Forse legata ai venti salmastri? Un’idea suggestiva, per ora impossibile da dimostrare. Probabilmente deriva da diversi fattori, tra cui la ricchezza fenolica dei vitigni, che si traduce in note pungenti. che rafforzano la sensazione salina.
Campi Flegrei Falanghina 2025 – Agnanum
Sottile e balsamico, con note di fiori gialli, agrumi canditi e noce moscata, un sottofondo affumicato all’inizio leggero e poi sempre più intenso. É una bocca che conquista: dotata di energia vulcanica, con una sapidità molto intensa che stimola la salivazione. Finale sulfureo, decisamente territoriale.

