I Chianti Classico in versione annata sono gli assaggi che preferisco. Sono le versioni più nude e che meglio riescono a evidenziare i tratti dell’annata, per lo meno in epoca di anteprime. C’è una sola cosa noiosa di questi chianti classico più giovani: il perpetuo definirli “biglietto da visita aziendale”. Che erroneamente sottende: se ti piace questo ti piacerà per forza anche il resto (si legga riserva e gran selezione), anzi di più. Non sempre è così.
Venendo alle anteprime della Chianti Classico Collection 2026, ho trovato una 2024 molto piacevole, fresca di frutto, belle acidità, vini scattanti e dalla beva golosa. I Chianti Classico 2023, benché figli di un’annata che ha fatto tribolare per le piogge tardo primaverili, sono in realtà molto equilibrati; definiti e bilanciati anche i vini della 2022, che in pratica hanno sostato in cantina quanto un barolo.
Riecine
Ferro&piuma, alias frutta dolce e saporita e note ematiche, sorso solido e scorrevole, scia lunga appena speziata.

