Gli assaggi comparati dei Chianti Classico Gran Selezione 2022 e 2023 (e della Riserva 2023), presentati durante la Chianti Classico Collection 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze, raccontano una storia di maturità conquistata. Questa tipologia, nata tra qualche diffidenza e molte aspettative, ha finalmente trovato la sua identità più autentica: non più vetrina di concentrazione ed estrazione ma strumento di racconto del territorio nella sua accezione più nobile.
Se qualche anno fa la Gran Selezione rischiava di essere semplicemente “gran concentrazione” – potenza senza eleganza, struttura senza anima – oggi racconta un’altra storia.
Le migliori aziende la usano per mostrare lo stile che impregna tutta la loro produzione, un manifesto enologico che guida il resto della gamma. Altre, con intelligenza ancora maggiore, la impiegano per esprimere le finezze e le differenze di suoli, microclimi e UGA che rendono il Chianti Classico uno dei territori più complessi e affascinanti d’Italia.
Il risultato, in entrambi i casi, è una tipologia finalmente territoriale, con esiti di eccellenza che rendono giustizia all’intero comprensorio e ai produttori che vi lavorano con dedizione.
Le annate protagoniste di questi assaggi – la 2022 e la 2023 – incarnano due scenari climatici opposti, entrambi gestiti con successo grazie alle moderne tecniche agronomiche e alla straordinaria resilienza del Sangiovese.
Riecine – Vigna Gittori (2022)
Fitto e maestoso. Agrumi intensi, bergamotto, corbezzoli e more con note di tabacco e spezie scure. Sorso affilato, fresco e lunghissimo nel finale minerale.
Riecine – Chianti Classico Riserva 2023
Inconfondibile la nota agrumata e anche la leggiadria di lamponi, ribes e fragoline di bosco. Note di rosa canina e spezie fini. Sorso di intensità e profondità notevoli con finale minerale.

